Walter Benjamin, Sul nuovo libro di poesie di Erich Kästner – 1931

Walter Benjamin

[…] La grottesca sottovalutazione dell’avversario che sta alla base delle loro provocazioni non è l’ultimo dei segni che rivelano quanto la posizione di questi radicali di sinistra sia una posizione perdente. Questi intellettuali hanno poco a che fare con il movimento operaio. Sono invece un fenomeno di disgregazione borghese, che fa da contrappunto a quella mimetizzazione feudale che l’impero ha ammirato nell’ufficiale in congedo. I pubblicisti del tipo di Kästner, Mehring o Tucholsky, i radicali di sinistra sono la mimetizzazione proletaria della borghesia in sfacelo. La loro funzione è quella di creare, dal punto di vista politico, non partiti ma cricche, da quello letterario non scuole ma mode, da quello economico non produttori ma agenti. Ed è vero che da quindici anni in qua questi intellettuali di sinistra sono stati ininterrottamente gli agenti di tutte le congiunture culturali, dall’attivismo all’espressionismo fino alla Nuova Oggettività. Ma il loro significato politico si riduceva a convertire riflessi rivoluzionari, nella misura in cui apparivano nella borghesia, in oggetti di distrazione, di divertimento, di consumo. In tal modo l’attivismo seppe privare la dialettica rivoluzionaria del suo carattere di classe, dandole il volto indeterminato del sano buon senso. […] Insomma, questo radicalismo di sinistra è proprio e precisamente quell’atteggiamento a cui non corrisponde più nessuna azione politica. Non è a sinistra di questa o quella corrente, è semplicemente a sinistra del possibile. Poiché non mira ad altro, a priori, che a godere se stesso, in una quiete negativistica. La trasformazione della lotta politica da coazione a decidere a oggetto di piacere, da mezzo di produzione ad articolo di consumo – è questa l’ultima trovata di questa letteratura. […] Quello che è certo è che il brontolio che si ode in questi versi ritiene ha più della flatulenza che della sovversione. Da sempre la stitichezza si è accompagnata con la malinconia. Ma da quando nel corpo sociale gli umori ristagnano, siamo continuamente investiti dal suo tanfo. Le poesie di Kästner non migliorano l’aria.

Workers and Capital by Mario Tronti – A Review

Luhuna Carvalho

Five decades after it first came out, the hugely influential Marxist classic Workers and Capital, the Italian 1968’s bildungsroman, has finally appeared in an English translation, filling an important gap within contemporary political theory and adding a crucial contribution to the discussion about the 60s’ social movements and the New Left.

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Workers and Capital by Mario Tronti – A Review

Luhuna Carvalho

Cinquant’anni dopo la sua prima pubblicazione, è finalmente uscita la traduzione inglese di Operai e capitale, un classico del marxismo di enorme influenza, il bildungsroman del ’68 italiano, così colmando una rilevante lacuna nell’ambito della teoria politica contemporanea e altresì offrendo un cruciale contributo al dibattito riguardante i movimenti sociali degli anni ’60 e la “New Left”.

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